

Fin da giovane pensavo che invecchiare fosse una cosa negativa, insomma, il tuo corpo inizia a morire lentamente e tu non puoi fare nulla per evitare questo processo, no, non si marcisce quando si è rinchiusi in una tomba, la degradazione inizia lentamente quando ancora siamo in vita, e di sicuro avere la coscienza di questa cosa non è assolutamente piacevole. A volte invidio la gente della mia età che non capisce praticamente nulla, hanno il cervello sbroccato e praticamente vivono in una loro realtà parallela, i giovani pensano che siano delle malattiche che riducano così gli anziani, ma vivendola in prima persona, posso assicurarvi che è solo la normale reazione della nostra mente quando capisce cosa siamo diventati e cosa saremo tra poco, carne putrida in decomposizione, questo è un peso davvero grande e molti non lo reggono, cosi si "ammalano" di tutte quelle infinite malattie che gli resettano il cervello. Io sono ancora sano e cosciente, ho sempre saputo cosa significasse essere vecchi, e mi sono preparato nel tempo, mi sono sempre chiesto se tutto questo degrado, il diventare un peso per i miei famigliari avesse uno scopo maggiore, mi facesse provare delle belle soddisfazioni che mi portassero a voler vivere ancora, insomma, mi sono sempre chiesto perchè si è così legati alla vita e si cerca di invecchiare vivendo il più possibile. Come prima cosa, posso dire che invecchiare non è bello, sopratutto se vivi più delle persone che ami, a cui sei legato, sopravvivere porta solo dolore, rimorsi e rimpianti. Io più di tutti poi, ho molti rimorsi, causati dalle infinite possibilità che la vita mi ha fornito, le varie passioni che avevo, i vari lavori che potevo fare, sono sempre stato costretto a scegliere, si, è meglio scegliere che avere una sola ed unica cosa che possiamo fare, ma dopo un po' di anni è normale pensare a come sarebbe potuto andare se si fosse intrapresa l'altra strada, credo che sia nella natura dell'uomo, siamo una brutta razza, non è mai contenta di nulla, si fa sempre tanti dubbi, vive nelle incertezze, nell'egoismo, è ancora troppo legato agli istinti animali e primordiali, anche se cerca inutilmente di apparire come razza superiore. La verità è che a qualsiasi età si ha la mente chiusa, siamo solo capace di criticare anche la cosa più bella, siamo una razza schifosa, distruggiamo i posti dove ci insediamo, vogliamo sempre di più e non guardiamo mai quello che abbiamo tra le mani. Sono vecchio, non mi resta molto da vivere, passo la maggior parte delle mie giornate seduto su una sedia perchè le mie gambe, nonostante le innumerevoli operazioni, non possono più reggere il peso del mio corpo, passo ore ed ore a vedere trasmissioni, a leggere, a pensare... è buffo, da ragazzo avevo deciso di non rileggere mai un libro più di una volta, ora leggo solamente i miei tre libri preferiti, riguardo i film che mi piacciono, cerco di fare le stesse cose, andare negli stessi posti, e vivere il più possibile in modo monotono, credo che mi dia sicurezza, mi faccia capire che ho ancora il controllo della situazione, so cosa può succedere negli spazi che conosco, praticamente si è sviluppata una terribile paura dell'ignoto, delle sorprese, e pensare che da giovane odiavo la monotonia, cercavo sempre di fare cose nuove, andare in posti sconosciuti, vivere il più possibile. Alla fine cosa vuol dire vivere? Nella mia vita ho fatto tantissime esperienze, credo di aver vissuto sempre al di sopra dello standard medio, ho realizzato quasi tutti i miei viaggi da sogno, mi sono circondato di oggetti inutili, ho amato, mi sono sposato ed ho avuto dei figli e dei nipoti, ho visto morire molti miei amici, ho provato dolore, allegria, rabbia, nostalgia, il desiderio di avere più forza, più tempo... tempo per passare con persone con cui pian piano mi sono allontanato nonostante le volessi bene, le classiche conseguenze di scelte, si pensa sempre che prima o poi si farà una determinata cosa, che prima o poi si andrà in un posto e che prima o poi si parlerà con una persona, ma il tempo passa e questo prima o poi non arriva, e in alcuni casi, non arriverà mai. Sono vecchio, non ho mai capito quanto fosse importante una famiglia finchè non ho creato la mia famiglia. Quello che si dice è vero, la gioia di avere un figlio è una delle cose davvero vale la pena di vivere, credo che sia la gioia più grande che uno possa avere quando vive, e il ricordo di quel momento ti accompagna nelle situazioni brutte, ti da la forza di andare avanti e lottare per loro, ti fa rivivere molti bei momenti quando ripensi al passato e a come hai visto crescere una persona che porta metà del tuo codice genetico, e quando arivano i nipotini... wow, è un ridiventare padre, hai anche molto più tempo per godertelo, e credo che sia per questo motivo che i figli lasciano i nipoti ai nonni, per permettere ai nonni di recuperare gli errori e le cose che si sono persi crescendo i propri figli a causa di lavoro e di altri problemi che al momento in cui li vivi sembrano immensi, ma che, ragionandoci in seguito, sono davvero delle cazzate. La cosa che mi fa male è vedere che per i miei figli io ero il loro punto di riferimento, ero atletico, potevo fare tutto, mentre ora non posso fare nulla, se non causargli problemi ed esse un peso per le loro vite. Invecchiare è brutto, ti senti solo, sopratutto se tua moglie muore prima di te, sopratutto se non riesci a perdere la lucidità e sopratutto se ti senti intrappolato in un corpo che non senti più tuo. Da giovane ho sempre pensato di andarmene a morire da solo, inscenare il mio funerale e sparire, per morire in un posto isolato dal mondo, ma le gambe mi hanno tradito prima, non posso nemmeno andare in bagno senza fare fatica. Ripenso al passato, a quando ero giovane, a tutte le cose che non ho apprezzato, ripenso alle gioie che la vita mi ha dato, alle battaglie che ho combattuto, al tempo che ho perso. I ricordi sono l'unica cosa che davvero possiedo, certo, non mi ricorderò tutto esattamente, non è mai stato il mio forte ricordare con precisione le cose, ma quel poco che mi è rimasto, fa sia male che bene, mi da un senso di nostalgia per quello che ero, mi da un senso di ribrezzo e disgusto per quello che sono. Si, vivere ti da soddisfazioni enormi, ma rimango sempre della mia idea, si dovrebbe vivere fino ad una certa età... giusto godersi la gioia nel diventare nonno e poi, andare, lasciare il campo alle nuove generazioni, ritirarsi e morire da solo. Se pensate che questa conclusione sia da egoisti, ebbene, lo siete voi, io almeno per questo ho sempre avuto una mentalità aperta, ho provato ad essere dall'altra parte, assistere delle persone fino a quando se ne sono andate, ho provato il desiderio di tenerle con me per sempre, ma non mi sono mai chiesto, inizialmente, cosa provassero loro nel vedermi così distrutto mentre le vedevo morire, nessuno ci pensa, è normale, siamo egoisti, è la nostra natura. Ora sono vecchio, sono un peso, vedo gli occhi delle persone che amo, soffrire a causa mia, vedo il mondo da un punto diverso, o forse sono così presuntuoso dall'affermare che ho avuto le conferme che volevo. Sono qui, seduto su una sedia che aspetto, non posso andare, non posso stare... aspetto che la signora morte mi venga a prendere e mi liberi da questo corpo che sta morendo, che liberi la mia anima, in modo da sentirmi ancora libero. E' buffo, questa è la seconda volta che aspetto la morte, la prima è stata a 25 anni, quando ero convinto di morire, bhe, non mi sono sbagliato più di tanto, in fondo anche li ho fatto una semplice scelta, potevo benissimo optare per la "busta B", ma se cosi fosse stato, non sarei qui a scrivere queste righe ora. Mi ricordo, era la fine di settembre quando................................................











